Dopo aver litigato per un quarto d’ora buono con la piattaforma di wordpress, sono finalmente riuscita a caricare l’immagine. Attenzione: non ho capito come si fa, è successo e basta. Per fortuna ho scoperto di non essere l’unica ad aver riscontrato questo tipo di problema con la nuova versione (grazie Anna per il supporto morale). Incredibile poi che abbia caricato proprio questa immagine, ossia quella di cui meno mi importa, ma ormai eccoci qua. Mica posso rischiare di nuovo!!!
Questi sono i miei muffin, che da vedere non sono poi un granché ma chi li ha assaggiati assicura che sono davvero buoni. La prossima volta proverò la versione bianca, che mi ispira di più.
Questa mattina mi sono svegliata con un cielo grigio che stona con le meravigliose giornate appena trascorse e si adegua al ritmo cadenzato della nuova settimana lavorativa.
La mia esperienza di “ritorno alle origini” - anche se l’ho vissuta più come ritorno alla città che non ho mai considerato casa mia - inizia a svelare qualche intoppo di natura psicologica. Chi pensa che le cittadine di provincia siano terreno fertile per cervelli contenti un grande vuoto cosmico non si sbaglia. Chiaramente non si tratta della maggioranza delle persone, ma la loro presenza spicca all’interno della comunità e intacca temporaneamente l’intero idillio.
Guardatevi bene dal ritornare in luoghi del genere, io possiedo un grande salvagente che è la mia relazione perchè al di fuori di questa non mi importa troppo di niente e di nessuno. Ma se si è soli, o si cerca comprensione in posti come questo, si rischia di cadere e di farsi veramente tanto male.
Ci sono ricordi che tornano a bussare quando meno te lo aspetti, persone che veicolano alla bocca una quantità di fiato esagerata e soprattutto generazioni di malelingue reticenti all’estinzione nonostante gli sforzi di molti poveretti per fermarne l’espansione.
L’ultima l’ho conosciuta poco tempo fa e ancora non ho deciso se ignorarla o trasformare il poco tempo che purtroppo dobbiamo trascorrere insieme in una tortura medievale.
Ora, probabilmente tutto ciò vi sembrerà una specie di sfogo e per certi versi è così, ma la vera natura di questo post è il ricordo. Nonostante io qui stia bene - e ribadisco, solo perchè ho la mia vita con la persona che voglio e con gli amici che ho scelto e selezionato dopo tanti anni di cantonate - devo assolutamente ricordare cosa c’è là fuori e aspettare il momento giusto per spiccare di nuovo il volo.
Questi giorni si stanno rivelando davvero fantastici. Intanto perchè abbiamo sempre un sacco di cose da fare, ma nonostante la mia congenita agitazione compulsiva siamo riusciti a goderci appieno ogni momento. Fiume, mare e poi di nuovo fiume senza dimenticare la ricerca delle ultime migliorie da apportare alla nostra postazione tv-pc super tecnologica. Oggi poi, in uno slancio di ottimismo ho deciso di cucinare i muffin e… sono venuti buonissimi!!!
Dulcis in fundo, ho trovato casualmente l’ispirazione per un altro lavoro. Ah, dimenticavo la cosa migliore: domani è ancora domenica, che bello!!!
E’ un momento un pò così, tra tensione e rilassamento (non ho mai apprezzato tanto il ponte del primo maggio). Ci sono alcune new entry casalinghe come - “leggete leggete” (”udite udite” rende comunque meglio l’idea) - la televisione grande, come la chiamo io, al secolo tv LCD 40 pollici. Che dire, non sono mai stata una fan delle televisioni ma è davvero sconvolgente constatare quanto sia meglio del cinema. Eh sì, spero che con me non sia caduto l’ultimo cultore dei piccoli cinema di provincia, sarebbe terribile (ma possiamo pagare 7 euro per stare scomodi e al freddo quando a casa ci sono -quasi - tutte le comodità?).
Ieri sera abbiamo visto l’ultimo episodio di Sex and the City e come ogni volta già immagino la prossima maratona, magari tra qualche anno.
Mi sento molto calma e rilassata, pure troppo. E sto cercando di capire se sono o meno allergica al polline (qui li chiamiamo “soffioni” per ovvi motivi ).
Un post veloce per svuotare un pò la testa. In vista c’è qualcosa di nuovo, uno studio grafico a Genova, ancora niente di definito ma una bella collaborazione (ovviamente - come sempre - per la gloria). E poi c’è tanta voglia di andare, dove di preciso non si sa. E’ così, per dirla con le parole del mio amico, il richiamo della foresta. E quando chiama bisogna andare.
Non so se mi capite, ognuno la vede a modo suo.
Personalmente, quando non rispondo alla chiamata divento una belva!
Non ci sarebbe periodo più azzeccato per attuare la mia personale campagna elettorale.
Votatemi!
Ma non preoccupatevi, qui non si tratta di politica, quantomeno non di quella tradizionale.
Sto partecipando ad un concorso per Emporio Armani, che vi consiglio di prendere in considerazione se tra i vostri hobbies compaiono grafica, fotografia, regia o semplicemente creatività.
Per il momento la mia unica creazione on line è questa:
Si chiama cartolina ed è la seconda creazione che ho prodotto. Ovviamente non mi piace tanto come la prima, molle e farfalle, che però non è ancora stata pubblicata (per quanto l’abbia inviata decisamente prima dell’altra).
Votatemi per favore, potrete farlo una volta al giorno (dovrete registrarvi ma è una cosa velocissima). Tra l’altro è divertente sbirciare le opere presenti, si imparano tante cose!
Vi chiedo questo piccolo favore perchè sono proprio gli internauti (o internettiani, come preferite) con i loro voti a determinare l’esito del concorso. Certo, non pretendo che andiate tutti i giorni, mi rendo conto dello sbattimento però ci conto sul vostro aiuto (e magari su un pò del buon vecchio passaparola)!
Grazie a tutti e fatemi sapere se partecipate anche voi così ricambio il favore!
Vi siete accorti che da qualche giorno sono tornata al vecchio stile? Per qualche motivo che non sono riuscita ad afferrare ho perso l’immagine della headline, il mio funghetto verde con gli occhioni presi in prestito da un manga. Mi ero riproposta di crearne un altro, ma il tempo scarseggia. In compenso ho iniziato a lavorare ad un nuovo progetto, tutto mio. Eh sì, dopo tanto sfruttamento esterno, ho deciso di convogliare le mie energie su qualcosa per cui ne valga davvero la pena. Dopotutto, pur non guadagnandoci nulla, potrò sempre dire “questo l’ho fatto io!”.
Per il momento vi posso svelare che si tratta di un video con un sottofondo musicale noto ma particolarissimo, il testo invece l’ho partorito oggi pomeriggio! Finisco la frase con un’esclamazione perchè è una cosa di cui vado fierissima, soprattutto perchè l’ho pensato in inglese.
Spero di potervi invitare presto a guardare la mia creatura, per il momento vi auguro una buona settimana.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. Io ne sono completamente affascinata. Grazie ad albinoblacksheep, che riserva sempre un sacco di sorprese. Quando avete un momento, dategli un’occhiata!
Lo sapevo già, questa è solo un’ennesima conferma. Avevo promesso di raccontarvi qualcosa della nostra tre-giorni veneta, ma più il tempo passa, più mi mancano le parole. Questo perchè avrei dovuto scrivere subito, appena tornata. Non che mi sia dimenticata la vacanza (questo sì che sarebbe un bel problema). Semplicemente credo che sia necessario approfittare dell’euforia quando è ancora fresca, altrimenti il risultato lascia un pò a desiderare.
Inoltre non vorrei essere banale, chi ha visto Verona e Venezia sa perfettamente dove siamo andati, quali monumenti abbiamo visitato e quali strade (le principali!) abbiamo percorso.
Verona
Posso solo aggiungere che - come al solito - Venezia non mi ha lasciato senza fiato. E’ una città che definisco “da vedere”, ma nonostante ciò non riesce a trasmettermi le sensazioni che vorrei. Ogni volta torno con la voglia di farmi ammaliare e invece niente.
Non sento le farfalle, ecco.
Venezia
Per la prima volta invece mi sono veramente goduta una vacanza, senza nessuno da dover chiamare, lavoro, sveglia e tutto il resto. Due persone in completo relax e senza pensieri: meraviglioso. In passato le mie vacanze erano un misto di eccitazione e stress, voglia di correre da tutte le parti, ansia, sveglia all’alba, rientro poco prima. E’ sempre stato bellissimo, ma questa volta ho assaporato la vera essenza del viaggio e della scoperta (sì, sono stata al Guggenheim), forse perchè ho un termine di paragone costituito da un lavoro incerto e impegnativo che, sommato a tutti i piccoli impegni satellite che mi sono sobbarcata, mi succhia la linfa vitale.
Il prossimo viaggio sarà Londra, con uno spirito diverso. Con tutto il rispetto per l’Italia, preferisco l’estero.
Almeno lui si negava, insieme alla gloria, anche una possibile figuraccia.
Io invece ripeto, eccome! L’ho fatto di nuovo, ho scrollato la tovaglia senza troppa attenzione e… ho fatto fuori il secondo telecomando. Una fine terribile, un destino inesorabile a quanto pare.
Ho fatto spaventare tre ragazzine, che fortunatamente hanno sentito solo il tonfo. Almeno mi sono risparmiata le risate degli altri, anche perchè le mie bastavano e avanzavano per tutto il centro storico.
E così, anche Zippy II è volato via. Per fortuna al Bennet c’è già Zippy III che mi aspetta!