Archive for the ‘TI-PENSIERO’ Category

Manga Academica in libreria e in fumetteria ad Ottobre!

22 settembre, 2009

Ciao a tutti. Intanto grazie per avermi fatto tornare la nostalgia del blog – anche se per questioni di tempo e di pessima connessione continuo a rimandare un ritorno definitivo. Sono qui per invitarvi a dare un’occhiata all rivista specializzata Manga Academica in uscita ad ottobre su cui ho avuto l’onore di poter pubblicare un estratto della mia tesi.
E’ bello scoprire che tanto entusiasmo a volte viene premiato!
Vi posto un articolo tratto da http://www.area-press.eu che riporta le parole di Gianluca Di Fratta, un esperto del settore ma soprattutto una splendida persona che ha creduto in me e mi ha spronata a dare il meglio nella realizzazione del mio – anzi del nostro – progetto. Grazie!

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sabato 7 febbraio 2009 ore 18.30 presso VersOriente (vicolo Cellini 17, Roma)

Interviene: Gianluca di Fratta (direttore della rivista)

In Italia sono sempre più numerose le tesi di laurea e anche le tesi di dottorato nell’ambito delle discipline umanistiche, sociali e scientifiche che hanno per argomento i manga, gli anime o tematiche culturali a essi correlati. Il problema legato a questa variegata produzione “sommersa”, tuttavia, è l’assenza di un database centralizzato che consenta la circolazione dei materiali e delle ricerche svolte nei diversi ambiti, al fine di evitare inutili ripetizioni e di favorire l’innovazione teorica e le possibilità d’indagine empirica.

Manga Academica – Rivista di studi sul fumetto e sul cinema di animazione giapponese raccoglie i contributi più significativi degli studi tesistici relativi ai corsi di laurea (cicli unici e triennali), ai corsi di laurea magistrale o specialistica (biennale) e ai corsi di dottorato di ricerca nonché degli studi pubblicati su riviste dipartimentali e in opere accademiche escluse dal circuito della distribuzione libraria, gli atti relativi a convegni e a conferenze su manga e anime e gli interventi in cataloghi di mostre e di eventi a essi correlati.

Un comitato scientifico, formato da esponenti di diverse aree accademiche e istituzioni universitarie e da rappresentanti di vari settori della cultura del fumetto e del cinema di animazione, è preposto alla selezione e alla valutazione del materiale scientifico nonché alla sua pubblicazione sulle pagine della rivista, corredato da un saggio introduttivo e da uno spazio redazionale riservato alle recensioni della letteratura scientifica, in una pubblicazione da libreria a cadenza annuale.
Diretta da Gianluca Di Fratta, Manga Academica si avvale del contributo di un comitato scientifico formato da noti studiosi di fumetto e di cinema di animazione quali Sergio Brancato, Giulio Cesare Cuccolini, Maria Teresa Orsi e Luca Raffaelli e di un comitato redazionale di cui fanno parte Mario A. Rumor e Loris Cantarelli.
La rivista è distribuita in tutte le fumetterie, le librerie specializzate e le librerie di varia sul territorio nazionale che la ordineranno attraverso i canali distributivi di Pan Distribuzione, Pegasus e Star Shop Distribuzioni mediante i loro cataloghi e può essere acquistata sui principali siti di e-commerce specializzati nella vendita on-line di prodotti librari nonché attraverso il sito web della Società Editrice La Torre (www.editricelatorre.it)
La rivista sarà in vendita anche a VersOriente (vicolo Cellini 17, Roma).

Gianluca Di Fratta: a partire dagli anni 2000 ha cominciato a curare l’organizzazione di eventi culturali legati al fumetto e al cinema di animazione giapponese tra cui Napoli Comicon – Salone internazionale del fumetto e dell’animazione, di cui è consulente per il Giappone. Attraverso quest’ultimo è riuscito a portare in Italia alcuni importanti autori di manga e anime, che per la prima volta sono stati coinvolti anche in una serie di dibattiti in ambito accademico. A questo periodo risalgono anche le prime pubblicazioni in volume, quali “Il fumetto in Giappone. Dagli anni Settanta al 2000” (L’Aperia, 2005) e “Con gli occhi a mandorla. Sguardi sul Giappone dei cartoon e dei fumetti” (Tunuè, 2005), e la partecipazione in qualità di relatore a convegni di studi sul Giappone. Ha costituito l’associazione culturale Orientalia Parthenopea che si propone di promuovere gli studi, le conoscenze e l’interscambio culturale fra studiosi di discipline orientali. Ha pubblicato “Robot” (L’Aperia, 2007), un volume antologico che intende fornire una panoramica sulla fenomenologia dei robot giapponesi attraverso analisi dal punto vista storico, letterario, sociologico, scientifico, cinematografico e ludico che, nel loro insieme, contribuiscono a ricostruire la figura del gigante di ferro nell’immaginario occidentale. Ha svolto attività di ricerca alla Facoltà di Studi Orientali dell’Università di Roma ’’La Sapienza’’ dove ha tenuto anche lezioni su manga e anima .

La rivista sarà distribuita in anteprima al Romics dall’otto all’undici ottobre.

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dirty sexy money

19 agosto, 2008

Ed è finita così…
Ho sempre pensato che non fossero i soldi a fare la differenza, il contesto in cui sono cresciuta mi ha insegnato che spesso portano solo rogne. Ma questa sera ho capito che alla fine le persone li usano come metro di giudizio. Io e le mie belle idee “sovversive”, l’impegno per cavarmela da sola e la massima tolleranza; ma anche gli amici finiscono per posizionarti nella scala degli euro disponibili: se stai attento sei un tirchio, se dici che non puoi andare in vacanza sei esagerato e se fai la spesa la domenica puntando alle offerte sei pedante.
Credo che la generazione dei 30/40/50enni che vivono ancora a casa con i genitori sia il vero problema, anche l’estrema comprensione ha un limite.
Riuscire a costruire il proprio microcosmo sacrificando qualcosa in cambio della libertà NON HA PREZZO.
Certo, ho ancora molto da imparare ma non mi farò fregare e lo scrivo qui per ricordarlo in eterno. Mi dispiace, le persone a cui tengo di più si sono rivelate replicanti, prototipi da manuale ma voglio superare questa piccola crisi e credere che le cose cambieranno.
Dopotutto non tutti hanno la fortuna di toccare con mano la felicità e se qualche sporca e seducente banconota può rallegrare la loro esistenza… che sia.
Ma lasciatemi la consapevolezza trita, ritrita e mal interpretata che non sono i soldi a fare la felicità.

da somministrare almeno una volta al giorno

20 luglio, 2008

essere commerciante

15 luglio, 2008

Mi piacerà esserlo? Suppongo di sì, l’idea di poter gestire un locale da sola ma soprattutto la gioia di guardare tutte quelle capsule, gocce e tisane riuscendo non solo a distinguerle perfettamente una dall’altra, ma conoscendone la storia e gli effetti! Che emozione, davvero niente in confronto a tante esperienze che si presumeva fossero edificanti.

Commessa nella via principale, quella dei negozi e delle “vasche”.
Solo una cosa mi spaventa: la gente cambia e pare che chi vende debba essere simpatico e sorridente con tutti – perchè si tratta di potenziali clienti.
Meno male che al momento non mi devo sforzare per farlo, se no sarebbero guai!!! 😉

vergogna!!!

2 luglio, 2008

Quando ho visto da quanto non aggiorno il blog mi sono sentita male. Sì, dico davvero, perchè è una specie di impegno che si prende con se stessi anche se poi ognuno è libero di gestirlo a modo suo. Quando ho iniziato a scrivere non mi aspettavo che questo giorno sarebbe arrivato, quantomeno non così in fretta. Insomma, tra una cosa e l’altra se mi rimane un’ora libera preferisco uscire, andare al fiume o semplicemente starmene sdraiata a riprendere fiato. Ecco, finalmente ho trovato il coraggio per realizzare che probabilmente sarà sempre peggio. Ho trovato lavoro 🙂 come commessa in un’erboristeria il che include un mese di preparazione e studio che si sta rivelando più duro del previsto. Certo, l’argomento mi piace ed è una sfida che voglio vincere, d’altra parte tanti anni di studi saranno serviti almeno ad imparare un metodo di memorizzazione? Speriamo.
Per il resto, di sicuro non si tratta di un addio. Sono troppo affezionata a questo spazio per mollarlo alla prima difficoltà.
Grazie a chi ogni tanto passa e continua ad aspettare un mio nuovo post e perdonatemi se non sono più venuta a farvi visita. In fin dei conti, se tutto torna, arriverà il momento in cui ci ritroveremo 😉
A presto!

non è un problema mio

23 maggio, 2008

Il mio telefono non invia messaggi. In verità lui poverino li invia e li archivia anche tra “messaggi inviati” ma ai destinatari non arrivano, per cui ho pensato bene di contattare il 190.
Cari ragazzi, operatori, telefonisti… Loro sostengono che il problema non sia mio, la mia sim è “perfetta”, è il resto del mondo ad avere problemi di ricezione. Non convinta da questa prima spiegazione (spiegazione? e la risoluzione del problema, dov’è?) decido di ri-telefonare ma l’operatore scocciato (grazie raffaele, meno male che la faccia non te la vede nessuno se no saresti preso a schiaffi dal mattino alla sera) mi risponde che loro hanno fatto il loro dovere, ossia dirmi che la mia sim non ha problemi.

Ora, pazienza, dopotutto si vive anche senza telefono. Però lo pago e mi piacerebbe che funzionasse, senza contare che ho bisogno di inviare messaggi a tutte quelle persone che non posso chiamare perchè stanno lavorando e perchè non mi va di spendere i soldi della telefonata (visto che ho anche la promozione e i messaggi non dovrei pagarli).
Dieci minuti di nervoso, adesso basta. E’ l’ora del divano, di un libro e un pò di riposo.

etcì

22 maggio, 2008

Ba berchè non mi bassa il raffreddore? Con questa voce non bosso neanche lavorare in bace!

 

bene o male non importa, l’importante è che se ne parli

20 maggio, 2008

Ho aperto così, con una delle frasi più logore del secolo. Non sono d’accordo, se qualcuno parla male di voi, del vostro lavoro, della vostra amicizia o della vostra famiglia non è un bene secondo me. Sono sempre stata curiosa di sapere perchè si parla male.
Oggi piove, per strada non c’è nessuno, i primi sintomi di una falsa influenza (purtroppo non riesco mai ad avere uno sfogo completo, mai una linea di febbre. Tutto si accavalla e mi pungola lentamente per poi svanire, è un dato di fatto) si fanno sentire sotto forma di “mal di gola” (per l’esattezza un fastidioso “raschiamento” con annesso arrossamento). Il clima ideale per farsi sopraffarre dai propri pensieri negativi.

Ma oggi no, ho deciso che non deve necessariamente finire così, farò tutto l’opposto di ciò che mi verrebbe naturale fare (sfogarmi finché non ho più nulla da dire, piagnucolare dentro la doccia, riflettere sull’inutilità dei miei studi…) e cercherò di trasformare questa palla di rabbia in qualcosa di devastantemente creativo.
E poi devo ammettere che sono fortunata, ogni volta che mollo la presa accade qualcosa di inaspettato, un’offerta timida ma sincera, un sorriso, una parola giusta al momento giusto.
E così via, si riparte fino alla prossima fermata, mettendocela tutta per trasformarla in un fantastico weekend di relax (tempo permettendo).

l’ignoranza ci fa belli

19 maggio, 2008

Ho iniziato questo nuovo lavoro sull’ignoranza, o meglio sui comportamenti comuni del genere umano, sul menefreghismo (eufemisticamente detto “individualismo” da chi crede di poter ancora ravvisare in tutto ciò una spiegazione razionale) e sulla cattiveria. Un lavoraccio per l’appunto, una specie di saggio che vorrebbe trasformarsi in letteratura, ma più vado avanti, più si allontana l’incipit narrativo per lasciare spazio allo sfogo. Noi non ce ne rendiamo mica più conto. Lasciamo stare i telegiornali, i programmi di cronaca che ci mostrano il peggio del mondo. Sentirsi male perchè non si riesce più a provare disgusto davanti a ciò che accade quotidianamente non ha più importanza, ormai è un fatto assodato, dato per certo.

Un momento per pensare. Ecco ci sono, l’ultimo scossone mediatico mi è piombato addosso all’epoca di Erika e Omar. Forse perchè vivo tanto vicino a Novi Ligure, forse perchè avevo seguito la vicenda attentamente nonostante abbia una scarsa considerazione dell’informazione, di come viene divulgata e perchè. E’ successo nel 2001, sette anni fa e sembra questa mattina. E’ una data fondamentale per me, perchè è stato il mio Everest, dopo di che più niente. Il delitto di Cogne e tutto il resto, certo che rabbrividisco ma dopo mezzo secondo la mia rabbia si è già trasformata in disappunto e poi in… niente. Non siamo più ricettivi in questo senso.
Per questo ho deciso di ricominciare dalle piccole cose. Io, come persona, non risolverò il problema della fame nel mondo, nè quello degli assassini a piede libero, nè posso cambiare la legge italiana con annessi ladri (leggi: politici), tantomeno sgonfiare la terribile allucinazione dello star system, del jet set o come vi pare, di tutti quelli che credono di far parte in qualche modo di una categoria superiore.
Ricomincio da me e da ciò che vedo nelle immediate vicinanze.
Ebbene, la scoperta. Credete di vivere in una cittadina tranquilla? Scavate un pò nel sottobosco, cercate di raggiungere quelle persone con cui generalmente non avreste mai conversato per divergenza di opinioni, abitudini o semplicemente perchè non vi piacciono.
Date un’occhiata alla smania di apparire, alla voglia di essere ricordati anche solo per un momento, per cosa non importa. Mi piacerebbe passare alla storia, anche sotto falso nome, solo per essere riuscita a rendere felice o più felice l’esistenza di qualcuno. Chi? Non importa.
La mia città è piccola, tutti presumono di conoscersi perchè qui davvero funziona l’oracolo di Kevin Bacon anche se nessuno sa cos’è, in compenso tutti sono grandi esperti di vino (a detta loro, chiaramente), di bocce (in senso più e meno figurato) e di vita. Le poche persone “adulte” valide che conoscevo non ci sono più e là fuori – sì proprio fuori dalla mia finestra – succedono cose atroci.
Violenze, paure e singhiozzi che non avresti mai detto.
Intorno l’ipocrisia danza e cresce, senza farsi alcun cruccio fuorché quale gonna stia meglio con la nuova macchina dell’ancor più nuovo fidanzato.
Quando sta per scoppiarmi la testa devo fermarmi per forza e la cosa più inquietante è che tutto ciò che riesco a pensare posso riassumerlo così: l’ignoranza peggiora il mondo ma salva chi la pratica. D’altra parte vivere in funzione del riconoscimento sociale con tutte le cazzate che ne conseguono ha lo stesso effetto di un frenetico zapping televisivo. Riempie la mente.
Credo che tutto sommato qualcuno in grado di “pensare” ci sia ancora, ma il 90 per cento delle persone siffatte che ho conosciuto (ahimé professori e personalità di spicco tragicamente comprese e spesso in prima linea) concentra il proprio potenziale su se stesso e sui vantaggi che ne può trarrre.
Ora che posso ritenermi sinceramente schifata dalla società e dagli individui che ne fanno parte (ricordate che la piccola infrazione fatta a fin di bene domani sarà l’alibi per l’assassino dei vostri figli) posso andare a rincoglionirmi con qualche stronzata in tv e a riflettere su cosa realmente posso fare per me e per chi mi sta intorno.
Gli altri che continuino pure a fare i paraculi; a usare paroloni difficili perchè hanno studiato e quindi vale la pena di mettere in pratica le quattro vaccate che hanno appreso mentre erano impegnati a scaccolarsi e/o a guardare il proprio professore intento nella stessa pratica; a giudicare le persone dal loro aspetto; a prendersela casualmente con qualcuno solo perchè si annoiano; a mettere al mondo figli fisicamente sani ma con il cervello devastato dai pessimi insegnamenti che riceveranno.
Se riuscite a vedere oltre la rabbia che ho vomitato qui sopra, per favore, fate qualcosa.
E non pensateci troppo e troppo spesso perchè – garantito – rischia di farvi impazzire.

parodiando il kitsch

15 maggio, 2008

Non voglio essere polemica ma questa devo proprio esternarla. Ma chi diavolo è quel fulminato che si occupa del programma di italia uno RTV?!!! Lasciamo perdere le opinioni personali sulla Chiabotto che non c’entra nulla. L’idea della donna… nuda e ridicolmente ricoperta di catarifrangenti… e poi tutte quelle canzoni tremendamente anni Ottanta. Cioè.. ci sono anni ’80 e anni ’80. Madonna in versione esordio è un conto, ma la parodia del kitsch proprio non la reggo!